Pensiero della XXX Domenica del Tempo Ordinario 2026

Esodo 22,20-26
Salmo 17
1Tessalonicesi 1,5c-10
Matteo 22,34-40

Sei amato, amerai

In questa domenica il libro dell’Esodo Dio invita a dimostrare l’amore verso di Lui attraverso gesti concreti di attenzione e aiuto verso ì più deboli: il forestiero, l’orfano o la vedova e l’indigente, il povero. Nel Vangelo Gesù fa capire che non si può amare Dio senza amare il prossimo. Amare Dio vuol dire amare tutto ciò che Dio ama, e la prima cosa che Dio ama è il prossimo, la creatura umana. Amare non è un dovere, ma una necessità per vivere. Il giurista e il rabbino ebreo aveva individuato ben 613 precetti nella Bibbia e cercavano ostinatamente quale di questi fosse il più importante, per questo chiedono a Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, nella legge, qual è il grande comandamento?” Gli rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mt 22,36-39).
A prima vista sembrerebbe che Gesù voglia accordarsi a questa impostazione e presentare i due precetti primari. In realtà Egli non vuole presentare due precetti fondamentali, ma piuttosto offrire la prospettiva di fondo, l’atmosfera, l’essenza di tutta la Legge. E’ l’immagine plastica del verbo greco “appendere”, la chiave di volta di tutta la Legge e dei Profeti (cfr Mt 22,40). E’ l’architrave che ricapitola e sostiene tutto l’agire cristiano che così cessa di essere una serie di obblighi e doveri e diventa invece espressione di una scelta interiore fatta con un cuore che ama, perché è amato da Dio.
Ogni celebrazione eucaristica ci introduce nella scuola dell’amore che unifica tutta la vita cristiana: ci insegna, attraverso la Parola, a passare dalla legge vissuta come obbligo alla legge vissuta come risposta d’amore a Colui che ci ama da sempre. Insomma, oggi il Vangelo ci offre il criterio per sapere se siamo cristiani o no.

Preghiera: O Signore, ti chiediamo la grazia di lasciarci trasformare dalla Tua Parola, affinché la nostra fede diventi carità concreta soprattutto verso i più fragili e indifesi.